Presentazione “Lancia Catalana Alghero”
Alghero febbraio 2008, una data che entrerà nella storia della marineria Algherese nel prossimo futuro.
E’ una tappa importate per la gente e l’economia della città: dopo un periodo di inattività di oltre 30 anni, riprende l’attività della cantieristica navale dentro le mura storiche, che, a partire dal 1300 ha dato lavoro e sorretto l’economia della zona grazie alla costruzione, riparazione e manutenzione di barche di vario tipo.
Gozzi, lance e spagnolette, tutte armate con la tipica vela triangolare, detta “latina”, preferita nel secolo scorso dai pescatori locali per le doti di praticità e velocità nella navigazione a vela.
“Alghero”, questo è il nome della nuova lancia catalana in costruzione, una tipologia tradizionale che si ispira alle imbarcazioni delle vicine Isole Baleari, imbarcazione frutto della perizia dei maestri d’ascia Oreste e Michele Iavazzo, e dell’allievo Antonio Di Perla.
“Alghero” è una lancia a vela latina che avrà una diversa funzione rispetto alle imbarcazioni del passato: non più per lavoro ma per diletto, ovvero prendere parte alle più importanti regate di vela latina del mediterraneo e portare i colori della nostra città.
Questa grande tradizione cantieristica, che ha già superato i 700 anni, oggi è portata avanti dagli ultimi maestri d’ascia ancora in attività.
La Cantieristica Algherese
I primi cenni storici sull’attività cantieristica nella città di Alghero risalgono a metà del 1300, periodo nel quale risultava in piena attività l’arsenale, situato nell’attuale piazza Civica, dove operavano i primi maestri d’ascia (alcuni dei quali provenienti dalla Catalogna) che avrebbero avviato una tradizione che sarebbe durata sino ai giorni nostri.
Nel corso di questi secoli i maestri d’ascia algheresi oltre a supportare l’attività della pesca furono impegnati anche nell’assistenza della numerosissima flotta dedicata alla pesca del corallo.
Questa attività ebbe inizio a partire dalla seconda metà del XIII secolo ad opera di commercianti marsigliesi, pisani, genovesi e catalani più o meno presenti a seconda dell’evolversi delle vicende politiche.
Nei secoli successivi la pesca del corallo fu esercitata in prevalenza da mercanti campani la cui presenza più numerosa risale probabilmente al 1750 quando fu registrata l’attività di ben 435 barche coralline.
Famose le spagnolette di Feniello, Palomba e Polese i quali a cavallo tra l’ottocento e il novecento costruivano a mano le barche per i pescatori di Alghero.
Quasi tutti ricordiamo i vecchi maestri che costruivano spagnolette, lance e gozzi all’interno del Forte della Maddalenetta, barche che ancora oggi navigano e fanno bella mostra nei porti dell’isola e non solo.
Col tempo purtroppo però i cantieri artigianali andarono progressivamente in crisi anche per l’avvento, in epoca recente, di nuovi materiali di costruzione e di diverse tipologie di barche che il mercato richiedeva.
La costruzione di barche nel Forte della Maddalenetta fu interrotta verso la fine degli anni ’70.
L’unico cantiere navale ancora in attività e gestito da un maestro d’ascia ad Alghero è il Cantiere Navale Iavazzo, sito in località Galboneddu.
Michele Iavazzo, appassionato costruttore, da anni restaura i gozzi costruiti quasi cent’anni fa da questi maestri e costruisce spagnolette seguendo le linee delle storiche barche da pesca algheresi.
Oggi, a circa trent’anni di distanza e grazie al progetto “Lancia Catalana Alghero”, è possibile ammirare dal vivo la costruzione di una barca nel Forte della Maddalenetta esattamente come avveniva in passato.
Chiglia, madieri, staminali, tutto dal vivo e a portata di mano come in un reality dove il pubblico può assistere alle fasi di costruzione di una barca in legno.
Questo per non perdere e mantenere in vita una tradizione secolare che solo una città come Alghero può vantare.
La Lancia Catalana
A differenza del più conosciuto gozzo, la lancia presenta la poppa a specchio. Questo le consente maggiori prestazioni a vela, ma la sua costruzione raffinata e leggera non le ha consentito di avere nel tempo lo stesso successo della Spagnoletta.
Infatti, mentre gozzi e spagnolette venivano utilizzati come mezzi da lavoro “pesante”, le lance venivano per lo più utilizzate per diletto o come mezzi di servizio delle più grosse imbarcazioni e all’interno dei porti.
La tipologia navale della Lancia Catalana, diffusa anche in altre località della Sardegna, ci arriva, come per la Spagnoletta, dalle vicine Isole Baleari.
Così, se la spagnoletta deriva dal llaut de mallorca, le forme delle nostre lance derivano dai botes maiorchini.
Questi potevano essere lunghi sino a circa 9 metri, con poppa larga e linee di prua molto affilate.
Prevalentemente usati per le competizioni i botes da regata avevano un costo due o tre volte superiore rispetto a quelli da pesca ed erano barche molto rifinite e lussuose.
Si presume che le regate di botes apparvero nelle Isole Baleari come gare tra amici, oppure questioni d’onore tra i pescatori o per ragioni puramente economiche; perché chi arrivava prima al porto vendeva meglio il suo prodotto.
Qualunque fosse la ragione ci furono diversi periodi di regate dovute anche alla nascita di diversi clubs nautici tra gli anni ’20 e gli anni ’50.
Risulta che a Minorca negli anni ’20 si organizzavano regate tra botes.
Si iniziò a costruire dunque botes pensati unicamente per la regata dotati di vele ed equipaggiamenti speciali. Le regate si celebrarono sino al ’36, anno della guerra civile e ripresero nel ’44. In seguito, con l’apparizione e la diffusione delle vele marconi, le regate di botes decaddero.
Oggi col progetto “Alghero” vogliamo riproporre questa tipologia navale come è stato fatto negli anni passati con la più famosa spagnoletta.
La progettazione delle linee d’acqua e stata curata dall’Ing. Luigi Scotti il quale si è ispirato ai disegni dei botes maiorchini ancora naviganti.
Questa tipologia è ritenuta oggi la più adatta per la commercializzazione al di fuori dell’Isola.
Il futuro della classe Vela Latina e Vela Tradizionale, infatti, si basa su barche dalla semplice manutenzione della misura di circa sette metri per poter essere facilmente carrellate e trasportabili con una vettura media.
Grazie a queste sue caratteristiche diventa alla portata di tutti il poter partecipare alle varie regate e raduni di imbarcazioni tradizionali.
Oggi il progetto “ Lancia catalana” rappresenta il primo vero tentativo organico di rilancio di questa grande tradizione cantieristica interrotta circa 30 anni fa.
Promotori e finanziatori del progetto
Michele Iavazzo, maestro d’ascia e titolare del Cantiere Iavazzo che ormai da anni studia le tipologie navali tipiche della nostra zona, riproducendo ex novo e restaurando le barche che hanno fatto la storia della marineria algherese.
Nino Monti, presidente dell’Associazione Vela Latina Alghero, che da anni organizza manifestazioni veliche per tutti gli appassionati di questo antico armo.
Alessandro Balzani, Team manager del Nord Ovest Sailing Team, squadra di atleti velisti che ormai da anni si impegna nella Vela Latina e nella Vela d’altura in varie regate con ottimi risultati anche di livello nazionale.
E’ stato possibile realizzare questa particolare iniziativa soprattutto grazie all’interessamento diretto dell’amministrazione comunale, in particolar modo dell’Assessore allo Sport Giuseppe Sanna, che sin da subito ha creduto alla validità del progetto proposto.
Gli obiettivi del progetto “Alghero”
1) Rilancio dell’attività cantieristica
2) Promozione della Città di Alghero
Quella del settore nautico è oggi una delle più importanti attività economiche.
La cantieristica è presente in Alghero dai primi del ‘300 nel nascente arsenale situato nell’attuale Piazza Civica, attività che ancora oggi prosegue grazie al rilancio della vela latina.
Negli ultimi anni sono state costruite 4 barche da diporto per il mercato locale, tre spagnolette ed una lancia.
Il progetto “Alghero” vuole prevalentemente rivolgersi al mercato continentale, sicuramente più ricco ed interessante, così come risulta dai contatti direttamente avuti con numerosi clubs nautici.
Questa iniziativa si propone di essere il primo passo per poter instradare nuovi allievi che possano un domani acquisire il titolo di “maestro d’ascia” e intraprendere un’attività economica di assoluta importanza per il nostro territorio.
• Nome della barca “Alghero”.
• Costruzione della barca all’aperto presso il Forte della Maddalenetta come in antichità (come in un reality il pubblico può ammirare dal vivo le fasi costruttive).
• Realizzazione di un documentario su tutte le fasi della costruzione e del varo.
• Visite guidate durante la realizzazione della barca che coinvolgano gli studenti degli istituti medi e superiori.
• Armamento di rappresentanza della barca
• Varo della barca in pompa magna con cerimonia che preveda la presenza di autorità religiose e laiche e la presenza dei media (una festa di popolo come avveniva in passato).
• Partecipazioni a eventi sportivi e cultrali nazionali ed internazionali (Barcolana a Trieste, Palmavela a Palma di Maiorca, Voiles Latines a Saint Tropez e altre manifestazioni di richiamo).
• Partecipazione a fiere per valorizzare il potenziale produttivo della città su questo specifico prodotto (Salone nautico di Genova).
• Creazione di un marchio da utilizzare nella realizzazione di gadget da distribuire nel corso delle attività promozionali del Comune e degli enti preposti alla promozione turistica.
• Ruolo di ambasciatore di una città turisticamente importante per le sue bellezze naturali ma anche perché ricca di iniziative ricche di tradizioni storico culturali economicamente ancora attuali.
Data di pubblicazione: [ 19-05-2009 ]
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